| MADONNA DELLA ROSA, Michele Desubleo |
| tela cm. 149x113 |
![]() |
|
|
|
Michele Desubleo svolge con sostenutissima eleganza il soggetto di questo dipinto, che contiene una poetica allusione al mistero della Passione di Cristo. Dal cestino di fiori in primo piano, dal quale la Vergine ha tratto una rosa, il Bambino prende una passiflora, il fiore che la devozione popolare ricollega al martirio di Cristo per la forma particolare degli stami, simili agli strumenti della passione. Entro la variegata e ricca situazione culturale bolognese, monopolizzata dall'attivita'di Guido Reni, la figura di Michele Desubleo si e' andata sempre meglio precisando come quella di un geniale outsider per il naturalismo romantico e classicheggiante assimilato dai caravaggeschi francesi. La calibratura sceltissima dell'impianto compositivo, l'eloquente rispondersi dei gesti, la qualita'smaltata della pennellata e la dolce infusione luminosa rinviano al momento piu'alto ed eletto della sua produzione. La tipologia della Vergine inturbantata torna nella Madonna benedicente, ora nel Palazzo Arcivescovile di Bologna, nonche'in una tela con la Madonna della rosa, certo coeva, di cui si ignora l'attuale ubicazione. L'esecuzione del dipinto andra'dunque precisata sul principio degli anni '50, quando Desubleo era attivo anche per i duchi di Modena. Il rotondo e monumentale gestire della Vergine, che torna in un coevo San Giovanni Battista di collezione privata bolognese si allinea, in virtu' di un analogo temperamento tra aulica compostezza classicizzante e naturalismo fiammingo, ai risultati piu'maturi della contemporanea pittura francese. |
|
|
||
|
|
||